Luci notturne di una città storica

Nella Storia

La Luce nella Storia

Dal fuoco primordiale agli schermi digitali: una storia dell’illuminazione umana

La prima rivoluzione luminosa della storia umana avvenne circa trecentomila anni fa, con il controllo del fuoco. Prima di allora, la vita sociale cessava al tramonto. Il fuoco non fu solo calore e protezione: fu la prima estensione artificiale del giorno, il primo atto con cui l’uomo si sottrasse al ritmo imposto dalla luce naturale.

Per millenni, la tecnologia luminosa avanzò lentamente: lucerne a olio, candele di cera, fiaccole di resina. La qualità della luce a disposizione era uno degli indicatori più precisi della posizione sociale. I palazzi medievali erano bui per i servi, luminosi per i signori. La luce era potere distribuito in modo diseguale.

La rivoluzione industriale portò prima l’illuminazione a gas (Londra, 1807), poi quella elettrica. Il 31 ottobre 1879, Thomas Edison testò con successo la lampadina a filamento. La notte cambiò per sempre: i negozi rimasero aperti dopo il tramonto, il lavoro in fabbrica si estese, la vita notturna nacque come fenomeno di massa.

Nel Novecento, l’illuminazione artificiale diventò linguaggio culturale. Il neon trasformò le città in spettacolo permanente. I regimi totalitari usarono proiettori e raduni notturni per fare della luce uno strumento di propaganda e controllo emotivo. Leni Riefenstahl trasformò i riflettori di Norimberga in architettura del potere.

Oggi lo schermo LED porta con sé una fonte di luce sempre accesa. Per la prima volta nella storia, la luce è disponibile in qualsiasi momento a qualsiasi persona con uno smartphone. Le conseguenze sul sonno, sull’attenzione e sulla salute mentale sono ancora in corso di comprensione. Abbiamo vinto il buio. Non sappiamo ancora cosa abbiamo perso.

“Dare la luce agli uomini significa dare loro la libertà.”

— Thomas Edison
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